Novità fiscali


Confisca di beni ex art. 50 Dlgs 159/2011 – Esito dei crediti erariali


E' dedicata all'articolo 50 del Codice delle leggi antimafia la risoluzione n. 114/E del 31 agosto 2017 dell'Agenzia delle Entrate. L'estinzione per confusione dell'obbligazione tributaria si verifica laddove lo Stato, e quindi l'Erario, acquisisca beni, aziende o partecipazioni societarie per intervenuta confisca. A tal fine è necessario che la confisca sia definitiva e che venga meno la dualità dei soggetti del rapporto obbligatorio, con conseguente riunione della qualità di debitore e di creditore nello stesso soggetto. L'istituto della confusione si applica ai soli crediti aventi natura erariale (ad esempio i crediti relativi all'Irpef, all'Ires e all'Iva). Restano invece esclusi, ad esempio, i crediti relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, ai tributi locali. Quanto all'ambito temporale della disposizione in esame, è necessario ricordare che in tema di trattamento tributario dei redditi derivanti dai beni sottoposti al sequestro antimafia, la circolare 156/E/2000 ha ritenuto applicabile la disciplina relativa all'eredità giacente. I crediti erariali che si estinguono per confusione sono, innanzitutto, quelli maturati fino alla data di adozione del provvedimento di sequestro. Successivamente il soggetto passivo d'imposta è lo Stato. Durante la vigenza del procedimento cautelare sono a carico dell'amministratore giudiziario gli obblighi contabili, dichiarativi e di versamento. In relazione a tale fase si estinguono per confusione solo i crediti Irpef/Ires mancando, con riferimento a detti tributi, il presupposto soggettivo per l'imposizione. Restano, invece, esclusi dall'effetto estintivo i crediti Irap, Iva o relativi alle ritenute per i quali non viene meno la dualità dei soggetti del rapporto obbligatorio. In relazione al caso sottoposto l'Agenzia è dell'avviso che l'unico credito maturato durante la vigenza del procedimento cautelare che possa estinguersi per confusione sia quello relativo all'Irpef 2014.

(Vedi risoluzione n. 114 del 2017)