Rassegna stampa legale


Contratti, obiettivo intesa a settembre
II Sole 24 Ore - Nicoletta Picchio e Giorgio Pogliotti - 6


L'obiettivo è quello di arrivare, a settembre, a un'intesa su tutti i punti in discussione e, quindi, su contrattazione collettiva, rappresentanza, welfare e bilateralità. Confindustria e sindacati si sono incontrati ieri pomeriggio: due ore di dialogo, poi la decisione di rivedersi dopo le ferie estive per arrivare a una stretta. Sui temi sopra espressi è proseguito il dialogo; le parti si sono accordate per approfondire singoli aspetti sui quali i tecnici sono al lavoro. Tutto ruota intorno alla necessità di rendere più competitivo il sistema delle imprese, rilanciare l'occupazione e qualificare il lavoro. Nel comunicato congiunto si afferma la centralità della contrattazione collettiva anche attraverso la misurazione della rappresentanza datoriale.


Padoan: un taglio 'strutturale' per il cuneo dei giovani assunti
II Sole 24 Ore - Giorgio Pogliotti e Gianni Trovati - 6


La manovra d'autunno conterrà un taglio al cuneo fiscale 'selettivo' per favorire i giovani e strutturale. A renderlo noto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan intervenuto ieri al convegno di Confcommercio dedicato all'economia sommersa. Per favorire le assunzioni dei giovani il governo è orientato a rendere strutturali i tagli al cuneo fiscale e contributivo. Misura, questa, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno senza la data di scadenza che invece ha caratterizzato gli interventi di accompagnamento al Jobs Act. Le ipotesi allo studio prevedono un taglio del 50% per due o tre anni dei contributi per i contratti a tempo indeterminato degli assunti fino a 35 anni, e per tutto il periodo successivo uno 'sconto' contributivo di alcuni punti. Se ne parlerà oggi pomeriggio nell'incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil al ministero del Lavoro, con il ministro Poletti.


Pensioni, nei primi sei mesi del 2017 +54% uscite anticipate di dipendenti
II Sole 24 Ore - Marco Rogari - 6


Nei primi sei mesi dell'anno le uscite anticipate dei lavoratori dipendenti sono cresciute del 54,9% rispetto allo stesso periodo del 2016 e quelle per vecchiaia del 27,5%. A rilevare questo boom è l'Inps con il consueto monitoraggio semestrale dal quale emerge che complessivamente quest'anno fino, a giugno scorso, sono state liquidate 251.708 pensioni, per un importo medio di 1.035 euro. Con una crescita che per il solo fondo pensioni dei lavoratori dipendenti ha raggiunto quota 9%: 140.226 trattamenti liquidati contro i 128.693 dello stesso periodo dell'anno scorso, con un importo medio di 1.291 euro. Le nuove pensioni di vecchiaia monitorate nel settore pubblico e privato sono state 24.433 (erano 19.159 nei primi sei mesi del 2016) e quelle di anzianità 43.137 (27.849 nel 2016).


Danno per inattività da provare
II Sole 24 Ore - Giampiero Falasca - 22


Il dipendente parzialmente inidoneo a svolgere la propria attività deve essere adibito ad altre mansioni; l'onere della eventuale inesistenza di queste mansioni grava sul datore di lavoro che deve dimostrare l'impossibilità di affidare al lavoratore compiti compatibili con il suo stato di salute. Tuttavia, l'eventuale danno esistenziale spettante al dipendente ingiustamente privato di qualsiasi mansione non può essere liquidato in via presuntiva, ma deve essere allegato e provato dal lavoratore. Così si è espressa la Corte di cassazione nella sentenza 18506/2017 con la quale ha chiuso la controversia promossa da un dipendente che ha convenuto in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti al mancato utilizzo della sua prestazione lavorativa.


Ok postumo per impianti senza Via
II Sole 24 Ore - Guglielmo Saporito - 23


Con la sentenza del 26 luglio i giudici di Lussemburgo spiegano come rimediare ad errori nelle valutazioni di impatto ambientale. La Regione Marche aveva autorizzato due impianti per la produzione di energia elettrica da biogas, ma privi della valutazione di impatto (Via) perché le norme regionali dell'epoca ritenevano questi impianti di scarso rilievo. Dopo la costruzione, una pronuncia della Corte costituzionale ha eliminato la legge regionale ritenendola troppo permissiva. Si è posto dunque il problema degli impianti già realizzati e privi di Via. La Corte di giustizia Ue ha trovato una soluzione. E' infatti necessario eliminare l'illecito ma è possibile ottenere una regolarizzazione successiva ex post. Tale autorizzazione postuma non deve essere né sbrigativa né semplificata, e non deve essere elusiva delle norme che, al tempo, avrebbero dovuto essere rispettate.


Il promoter mente sulla gestione, la banca paga
II Sole 24 Ore - Patrizia Maciocchi - 23


Se il promoter cela dolosamente l'andamento negativo della gestione patrimoniale, la banca è tenuta a risarcire i danni. In tal caso, afferma la Corte di cassazione (sentenza n. 18363), si può presumere l'esistenza di un nesso tra l'illecito e il danno subìto dall'investitore, consistito nella perdita totale o parziale del capitale. Al promotore e alla banca resta la possibilità di provare il rispetto del profilo di rischio del cliente e che le perdite si sarebbero comunque verificate, in misura pari o diversa, anche senza l'illecito del promotore. Alla banca e al promotore anche l'onere di provare che il cliente non avrebbe disinvestito neppure se fosse stato messo al corrente dell'andamento negativo. La Suprema corte ha accolto il ricorso per il riconoscimento dei danni anche non patrimoniali e ha annullato il rinvio.


Class action, riforma punitiva per le imprese
II Sole 24 Ore - Nicoletta Picchio - 23


Molto negativa e fonte di preoccupazioni per il mondo delle imprese la proposta di legge attualmente al Senato che modifica anzi stravolge l'impianto dell'attuale class action. Nel corso di un'audizione tenutasi ieri presso le Commissioni riunite Giustizia e Industria di Palazzo Madama, Confindustria ha formulato le proprie riserve. Se venissero approvate le nuove misure l'azione collettiva non sarebbe più un 'fisiologico e potenzialmente virtuoso strumento di aggregazione processuale' ma si trasformerebbe in un impianto normativo punitivo per le aziende. L'auspicio, per Confindustria, è che il Senato conduca un'approfondita riflessione per individuare le modifiche necessarie 'ad ovviare alle numerose criticità' . 'Anche perché non ci sono elementi per sostenere che in Italia la class action non funzioni'.


Cambia il controllo, niente prelazione
II Sole 24 Ore - Angelo Busani - 23


La clausola dello statuto di società di capitali (Alfa Spa) che disponga il diritto di prelazione degli altri soci nel caso in cui uno di essi intenda alienare la propria quota di partecipazione al capitale sociale, non è applicabile nel caso del cosiddetto 'change of control' che coinvolga un socio (Beta Srl) di Alfa. Lo sostiene il Tribunale di Roma con il provvedimento n. 11688 del 9 maggio 2017, in esito a un ricorso presentato ai sensi dell'art. 700 c.p.c.. Nel caso specifico manca il trasferimento delle azioni dal momento che il soggetto rimane immutato. La soluzione ai problemi di mutamento del controllo del socio deve essere ricercata in rimedi alternativi quali, ad esempio, i patti parasociali e l'inserimento di clausole put e call.


Protezione ampia per moglie e figlia
II Sole 24 Ore - Giorgio Vaccaro - 23


Nel provvedimento che ordina di cessare la condotta pregiudizievole nei confronti della moglie e della figlia, figura anche 'il non avvicinamento alla casa familiare ed ai luoghi frequentati' dalle donne. Con l'ordinanza del 6 luglio scorso, il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di una madre che sollecitava l'ordine, per il marito, di astenersi dalla condotta pregiudizievole tenuta nei suoi confronti e nei confronti della figlia minore. La finalità della tutela, afferma il Tribunale, è quella di impedire, con l'interruzione della coabitazione, il protrarsi o l'insorgere di situazioni di pericolo per l'integrità fisica o morale dei soggetti, posto che il contenuto tipico dell'ordine del giudice è quello di allontanare l'autore dell'illecito dalla casa familiare. La competenza del giudice civile nell'adozione della misura, è complementare a quella del giudice penale in quanto sussiste una situazione di pericolo che rende opportuna la cessazione o l'interruzione della convivenza.


Rimossa la tettoia a meno di tre metri
II Sole 24 Ore - Marco Panzarella e Silvio Rezzonico - 23


Con la sentenza n. 4479 dello scorso 6 marzo il Tribunale di Roma ordina la rimozione della tettoia permanente che dista meno di tre metri dal fondo del vicino e che vieta al proprietario di esercitare dalle proprie aperture la veduta 'in appiombo' fino alla base dell'edificio. I giudici capitolini hanno condannato una condòmina a rimuovere una tettoia in legno con copertura in pvc, posizionata a 1,40 metri dal fondo del vicino. La richiesta di risarcimento danni ammontava a 15mila euro, ma i giudici hanno quantificato in 8.400 euro il danno, 'in ragione, approssimativamente, di cento euro per ogni mese di durata dell'abuso'.


Animale, reato uccisione inutile
Italia Oggi - Francesco Barresi - 26


Con la sentenza n. 31929 del 2017 la Corte di cassazione afferma che uccidere un animale senza motivazione e finalità valide è un reato. Un uomo è stato accusato di aver soppresso senza un motivo apparentemente logico un animale. Accusato ai sensi dell'articolo 544-bis c.p. lo stesso si era difeso sostenendo eccessivamente valorizzato dai giudici la consapevolezza dell'altruità dell'animale. Ma la Corte ha rigettato il ricorso affermando che sono consentite e disciplinate da norme speciali solo le uccisioni necessarie, risultando altrimenti gratuite e ricadendo nella incriminazione quelle scaturite dalla sua gratuità.


Per il danno biologico nessuna rivalutazione
Italia Oggi - Carla De Lellis - 31


Il ministero del Lavoro ha pubblicato, ieri, sul proprio sito web, il dm 4 luglio 2017 che non prevede nessuna rivalutazione per le indennità economiche dell'Inail per danno biologico. Il tasso Istat negativo, infatti, neutralizza l'appuntamento annuale di aggiornamento, introdotto dalla legge di Stabilità 2016 a partire dal 1° luglio 2016. Dopo l'esordio negativo dell'anno scorso, dunque, neppure quest'anno ci sarà alcun aumento e le prestazioni restano stabili ai valori del 2015.