Il Dlgs 221/2023 introduce la figura del certificatore del Tax Control Framework (TCF), con requisiti di indipendenza più stringenti rispetto a quelli previsti per i revisori legali. Entrambi i ruoli devono operare senza incorrere nel rischio di auto-riesame, evitando di certificare elementi da loro stessi elaborati o influenzati da soggetti appartenenti alla loro rete professionale. Tuttavia, mentre il concetto di “rete” per i revisori è definito chiaramente dal Dlgs 39/2010, per i certificatori TCF manca una definizione specifica, anche se il Decreto Certificatori elenca molte situazioni che garantiscono la loro indipendenza. Secondo il decreto il certificatore e i suoi colleghi non possono certificare il TCF se hanno fornito assistenza nella sua creazione o hanno avuto ruoli di responsabilità nel sistema integrato adottato dal soggetto certificato. Inoltre, il periodo di incarico per i certificatori è limitato a nove anni, ma con un periodo di attesa di sei anni prima di un nuovo incarico, il doppio rispetto ai revisori.
La Stp certifica il rischio fiscale
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