Nella sentenza n. 45869 dello scorso 13 dicembre la Cassazione penale ha stabilito che se i crediti d’imposta legati al 110% restano nel cassetto fiscale di chi ha optato per la cessione e non sono portati in compensazione, scatta il reato di truffa aggravata. Nel momento in cui il contribuente esercita l’opzione per la cessione, mentre mancano i requisiti per il beneficio fiscale perché le opere incentivate non sono state realizzate, l’interessato crea un credito del tutto inesistente verso lo Stato che è destinato ad essere utilizzato in breve tempo dai terzi cessionari: diventa difficile, poi, neutralizzare gli effetti della compensazione quando l’utilizzo è compiuto da cessionari in buona fede. Nella sentenza n. 23402 dell’11 giugno 2024, invece, i giudici di piazza Cavour hanno sostenuto che la truffa si compie solo quando il superbonus va in compensazione mentre in precedenza il reato resta tentato.
Reato se il 110 resta nel cassetto
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