12 Gennaio 2026

L’indulto? E’ a efficacia differita


La task force coordinata dal presidente del Tribunale di sorveglianza di Palermo, Nicola Mazzamuto, ha formulato l’ipotesi di un “indulto differito”. La visione ribalta l’idea della libertà come evento improvviso, per trasformarla in un processo graduale, fondato su responsabilità e restituzione sociale. L’indulto differito si distingue dall’indulto tradizionale perché non prevede una liberazione immediata. La riduzione della pena viene concessa, ma la sua efficacia è rinviata di un periodo compreso tra 3 e 6 mesi dall’uscita dal carcere. Un tempo che non rappresenta un vuoto ma una fase decisiva in cui deve essere attivata una rete di sostegno capace di accompagnare concretamente la persona nella transizione dalla detenzione alla libertà. Il riferimento normativo è all’art. 46 dell’Ordinamento penitenziario. 


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