L’evasione che causa la crisi è punibile come bancarotta
La crisi di liquidità non giustifica l’omesso versamento di imposte e contributi, che può integrare la bancarotta se si protraggono nel tempo. La Corte di cassazione, con la sentenza 40144 del 15 dicembre 2025, ha chiarito che l’accumulo di debiti erariali può concorrere a causare il dissesto ed è penalmente rilevante. La bancarotta impropria punisce anche operazioni dolose, comprese condotte omissive, che contribuiscono al dissesto. Non basta l’infedeltà degli amministratori: occorre provare che le operazioni fossero ex ante fraudolente e contrarie all’interesse sociale. Le condotte devono aver causato o aggravato il dissesto, anche insieme ad altre cause. Gli omessi versamenti rilevano se deliberati, sistematici e protratti nel tempo. I reati fiscali concorrono con la bancarotta.