29 Gennaio 2026

Stupri, scontro sulla legge Sì al testo del centrodestra L’opposizione: salta il patto


Ieri, a palazzo Madama, si è rotta l’armonia sul ddl stupri. Il testo che modifica l’art. 609 bis c.p. sulla violenza sessuale riparte dal testo iniziale, sul quale ha lavorato la presidente della commissione Giulia Bongiorno, diverso da quello licenziato alla Camera per due aspetti. L’inasprimento delle pene: da 7 anni a 13 anni per atti sessuali con violenza, minacce e abuso di autorità (ora è da 6 a 12 anni) e da 6 a 12 anni per quelli compiuti contro la volontà della vittima (ora da 4 a 10 anni). Il secondo aspetto è rappresentato dalla sostituzione del concetto di ‘consenso libero e attuale’ con quello di ‘volontà contraria’ a un rapporto sessuale per qualificare uno stupro. Per il Pd il nuovo testo ribalta l’intesa Meloni-Schlein e obbliga la donna a dimostrare il proprio dissenso a un atto sessuale. Anche Salvini si è scagliato contro l’introduzione del consenso preliminare che lascia spazio per usare questa legge per vendette personali. 


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