9 Febbraio 2026 Rassegna Stampa Fiscale

Opere d’arte, per l’intento speculativo la vendita deve essere già prevista


Nella sentenza n. 12832/19/2025 la Cgt di primo grado di Roma ha stabilito che la preordinazione, ovvero ‘l’intenzione già programmata di vendere’ un’opera d’arte appena acquistata, dovrebbe qualificarsi come requisito utile all’individuazione dell’intento speculativo nell’ambito della fiscalità correlata alle opere d’arte. Nel caso analizzato l’Agenzia delle Entrate aveva contestato al contribuente, erede di una famiglia di industriali molto attiva nel settore del collezionismo, il mancato versamento delle imposte sui redditi per talune operazioni di compravendita di opere d’arte, riqualificando la fattispecie nell’ambito di quelle assoggettate a reddito di impresa conseguito da mercante d’arte. Il contribuente sosteneva che la totalità delle opere vendute fossero pervenute per effetto di donazioni e lasciti ereditari. Secondo i giudici romani per individuare l’intento speculativo occorre guardare alla preordinazione. 


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