Il richiamo della Cassazione a giudici e avvocati: negli atti giudiziari no a copincolla dall’IA e sto alle strategie difensive delegate ai chatbot
In occasione della relazione sull’andamento della giustizia nel 2025 presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario la Corte di cassazione ha invitato i magistrati a non cedere alle allucinazioni del copia-incolla dall’intelligenza artificiale negli atti giudiziari. Il rischio è quello di attingere ‘altrove’, facendo venir meno la loro valutazione che invece è ineliminabile, mentre citare precedenti di giurisprudenza inesistenti è un indizio che la motivazione sia eterodeterminata. Occorre, dunque, spirito creativo. I professionisti della legge, ovvero gli avvocati sono tenuti ad informare i propri clienti sulle tecnologie utilizzate e verificare in modo critico l’output, senza poter in alcun modo delegare ai chatbot la strategia difensiva. La Corte di cassazione ha dedicato due sentenze, la n. 34481/2025 e la n. 25444/2025 in materia di IA.