Nessuna neutralità Iva se c’è consapevolezza della frode fiscale
La Cassazione penale, con la sentenza n. 8635 depositata ieri, ha evidenziato che la consapevolezza della frode esclude l’applicabilità del principio di neutralità dell’Iva. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso della Procura contro l’ordinanza del Tribunale del riesame di Firenze che aveva annullato il sequestro preventivo di quasi un milione di euro a favore di tre indagati che avrebbero utilizzato, dal 2017 al 2020, fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse da società cartiere attraverso altra Srl. La sentenza ricorda che il principio di neutralità fiscale opera esclusivamente quando l’operazione commerciale si svolge nel rispetto della legalità e coinvolga i soggetti che effettivamente la pongono in essere. Quando la fatturazione intercorre tra soggetti diversi da quelli che hanno realmente compiuto l’operazione economica non sorge alcun legittimo credito Iva.