11 Marzo 2026 Rassegna Stampa Legale

Senza incentivo l’esodato che tace del procedimento


La Corte di cassazione, nell’ordinanza n. 3125 dello scorso 12 febbraio, ha stabilito che l’esodato è tenuto a restituire al datore l’incentivo all’uscita, più interessi, se al momento di sottoscrivere l’intesa ha taciuto di essere coinvolto in un procedimento penale per reati commessi durante l’attività lavorativa. Il dipendente non era obbligato ad informare l’azienda, ma non l’ha fatto: l’omissione sarebbe stata giusta causa di licenziamento, ciò che avrebbe impedito alla banca di stipulare l’accordo; si configura il dolo incidente di cui all’art. 1440 c.c. che non comporta l’invalidità del contratto ma l’obbligo di pagare i danni a carico della parte in malafede. Accolto il ricorso della banca che aveva versato al dipendente un incentivo all’esodo di 193 mila euro. 


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