11 Marzo 2026 Rassegna Stampa Legale

Chat non sempre segrete


Solo con il permesso dei giudici gli inquirenti possono accedere alle chat e agli altri dati personali contenuti negli smartphone, nei tablet e nei pc e consentirne il trattamento da parte delle autorità ai fini di prevenzione, indagine o perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali. Il tutto tranne che nei casi di urgenza e per gravi reati. L’interessato è tenuto ad essere informato. La lotta alla criminalità va bilanciata con il rispetto alla vita privata: lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue nella sentenza C-548/217/21 del 4 ottobre 2024. E il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi i decreti legislativi per l’adeguamento alla direttiva Ue 2016/680 in base ai principi di proporzionalità e minimizzazione dei dati: lo prevede la legge di delegazione europea 2025 in via di approvazione definitiva al Senato. 


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