Avvocati, niente Inps se l’attività non è abituale
Con l’ordinanza n. 6000/2026 la Corte di cassazione, sezione civile, chiarisce che un avvocato iscritto all’Albo deve iscriversi alla gestione separata Inps e versare i contributi se esercita la professione in modo abituale, anche non esclusivo, producendo reddito non coperto da Cassa Forense. Non conta solo il reddito annuo: dichiarare meno di 5 mila euro costituisce un indizio di non abitualità, ma l’accertamento spetta al giudice, valutando tutti gli elementi del caso. L’iscrizione alla gestione separata dipende quindi dal carattere abituale dell’attività, scelto a priori dal professionista, e non dalle soglie reddituali.