L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 80/2026 di ieri, ha chiarito che l’opzione per la proroga del regime dei docenti e ricercatori che si sono trasferiti in Italia prima del periodo d’imposta 2020 deve essere esercitata in occasione di ciascun evento rilevante, quale ad esempio la nascita di un figlio. In linea generale, quindi, ogni figlio comporta un nuovo versamento per accedere all’ulteriore estensione del regime. Fa eccezione il caso in cui il figlio successivo nasca prima della scadenza del termine del 30 giugno entro cui deve essere versata l’imposta relativa alla proroga già spettante: in tal caso, l’estensione può essere ‘accorpata’, evitando duplicazioni di costo. A rivolgersi all’amministrazione finanziaria era stato un professore universitario che, dopo essere stato residente all’estero, ha beneficiato per il periodo 2019-2022 del regime agevolativo a favore di docenti e ricercatori. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Rientro ricercatori, bonus prorogabile con nuovi figli’ – pag. 30)
Ricercatori, eventi rilevanti per la proroga dell’opzione
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