Nella sentenza n. 10297 dello scorso 18 marzo la Cassazione penale ha disposto che la confisca non può essere eseguita a carico del condannato in via definitiva per reati tributari che sta estinguendo a rate il debito verso il fisco, secondo le modalità decise dall’Amministrazione finanziaria. E questo anche quando la misura è disposta per equivalente e a prescindere da come si inquadra tale forma di ablazione: se si ritiene che abbia natura sanzionatoria, allora occorre applicare il Dlgs n. 74/2000 nel testo anteriore alla riforma tributaria del 2024, apparentemente più favorevole, vigente quando la sentenza è divenuta irrevocabile; se invece si ritiene che abbia natura recuperatoria, come hanno sostenuto le Sezioni unite della Cassazione nella sentenza n. 13783 dell’8 aprile 2025, la confisca per equivalente non opera comune: sarebbe irragionevole interpretare la nuova disposizione nel senso che il regolare pagamento delle rate impedisca il solo sequestro e non anche la confisca.
Rate in corso, no confisca
questo articolo si trova a pagina 30