Definitiva la condanna dell’avvocato per diffamazione aggravata a mezzo social. Con la sentenza n. 4263 dello scorso 2 febbraio la Corte di cassazione, sezione penale, ha condannato un legale che ha accusato sui social network le persone che lo avrebbero danneggiato invece di portarli in tribunale. È dalla circostanza che i presunti responsabili dell’inadempimento contrattuale non sono stati citati in giudizio che si desume che il fatto screditante loro addebitato su Facebook non è vero. L’elemento soggettivo del reato si configura con il dolo generico: è sufficiente utilizzare in modo consapevole espressioni oggettivamente offensive su piattaforme come i social. L’avvocato ben comprende la portata diffamatoria delle frasi che pubblica.
Accuse sui social, diffama chi lo fa consapevolmente
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