Costituisce un grave illecito disciplinare per l’avvocato avere rapporti sessuali peraltro nei locali del Tribunale con il magistrato che si occupa dei propri giudizi. Lo afferma il Consiglio Nazionale Forense con la sentenza n. 296/2025. Il caso affrontato nasce dall’applicazione a carico di un avvocato della sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione forense per cinque anni. A carico dell’incolpato era stato provato di aver consumato peraltro nei locali del Tribunale rapporti sessuali con il magistrato che si occupa delle cause patrocinate dal legale destinatario dell’azione disciplinare. Intrattenere rapporti sessuali con il magistrato costituisce sicuramente condotta rilevante da un punto di vista disciplinare in quanto realizza un fatto potenzialmente idoneo a compromettere l’indipendenza e la terzietà rispetto alle parti di quest’ultimo.
È illecito per il difensore avere flirt col suo giudice
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