La riforma della prescrizione targata Orlando resta applicabile ai fatti commessi tra agosto 2017 e dicembre 2019. Nello specifico, non è in contrasto con il principio di legalità né con il principio di ragionevolezza l’interpretazione delle Sezioni unite della Cassazione, secondo cui il regime della prescrizione risultante dalla legge n. 103/2017 continua ancor oggi ad applicarsi ai fatti commessi tra la sua entrata in vigore (3 agosto 2017) e l’entrata in vigore della legge n. 3/2019 (1°gennaio 2020). Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 38 depositata ieri, con la quale sono state dichiarate non fondate le relative questioni, sollevate dalla Corte d’appello di Lecce.  La riforma del 2017 ha previsto che dopo una condanna in primo grado, la prescrizione del reato resta sospesa per un anno e mezzo durante il giudizio di appello e per un altro anno e mezzo durante il giudizio di cassazione. 


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