Con la delibera n. 25/2026 la Corte dei conti ha approvato la relazione sulla gestione 2024 dell’Inps che, nel complesso, non desta preoccupazioni anche se sulla riscossione emergono criticità. È ingente, infatti, lo stock di residui attivi di difficile esigibilità: quelli riferiti a datori di lavoro e lavoratori ammontano a 119,127 miliardi di euro, pari al 70% del totale dei crediti (170,733 miliardi). Il quadro finanziario mostra un risultato d’esercizio positivo per 1,29 mld di euro, anche se in diminuzione rispetto al 2023; un patrimonio netto in salita come pure l’avanzo, pari a circa 122 mld di euro. Le entrate contributive accertate sono pari a 284,047 mld, salite di 14,894 mld rispetto al 2023. Critica la riscossione, con la dinamica dei residui attivi e passivi oggetto di particolare attenzione della Corte che continua a richiedere un costante monitoraggio, anche con misure strutturali che ne limitino la crescita e l’impatto sui saldi generali finanziari ed economico-patrimoniali. Il problema centrale dell’Inps è rappresentato dal grado di esigibilità dei crediti contributivi. 


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