Dall’analisi della direttiva comunitaria 970/2023 e dallo schema di decreto legislativo per il suo recepimento in Italia emerge che le micro e piccole imprese sono escluse da buona parte degli obblighi della direttiva Ue sulla pay transparency. Secondo la direttiva, i Paesi membri dovrebbero valutare l’impatto delle rispettive misure di recepimento sulle micro, piccole e medie imprese per accertarsi che tali aziende non siano colpite in modo sproporzionato, riservando particolare attenzione alle microimprese, nel limitare gli oneri amministrativi e nel pubblicare i risultati di tali valutazioni. Nel Considerando 34 il legislatore europeo afferma che le misure in materia di trasparenza retributiva devono tutelare il diritto dei lavoratori alla parità di retribuzione ma devono farlo limitando costi e oneri amministrativi per i datori di lavoro, con particolare attenzione per le micro, piccole e medie imprese. I nuovi obblighi che il datore deve sopportare sono: obbligo di trasparenza nella fase di selezione del rapporto; trasparenza in ordine ai criteri per la progressione economica; trasparenza sui livelli retributivi medi del lavoro di pari valore e; infine, la trasparenza nel divario retributivo di genere dell’azienda.
Direttiva trasparenza, obblighi ridotti a carico delle micro e piccole imprese
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