Anziché incentivare i contribuenti meno affidabili il concordato preventivo biennale ha prodotto l’effetto di favorire quelli già affidabili ovvero quelli con punteggio Isa superiore a 8. Dalla lettura dei dati diffusi da Sogei emerge infatti che le adesioni maggiori provengono dai contribuenti già ampiamente affidabili, mentre restano basse quelle dei contribuenti meno virtuosi. Ciò suggerisce che le proposte del fisco siano state particolarmente convenienti a chi non aveva bisogno di migliorare il proprio profilo fiscale, consentendo loro notevoli risparmi d’imposta. Si può dire fallito, dunque, l’obiettivo di aumentare le basi imponibili e l’affidabilità fiscale. Dai numeri emerge che le adesioni più alte arrivano dai servizi, molto basse, invece, in agricoltura e manifattura. Occorre un ripensamento strutturale del meccanismo.
Un concordato alla rovescia
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