Il 63° congresso dell’Unione nazionale Giovani dottori commercialisti è dedicato alla necessità di aprire spazi di dialogo con il Fisco. Per il presidente dell’Unione nazionale, Francesco Cataldi, si tratta di una sfida doverosa che si gioca sul versante della quotidianità: nella crisi d’impresa per cercare di preservare la continuità aziendale e perseguire il risanamento; negli adempimenti fiscali e per trovare soluzione rispetto a un avviso o a un accertamento; nel contenzioso tributario, dove ancora molte volte l’onere della prova ricade sul cittadino/azienda. Nella crisi d’impresa il recupero del credito è un parametro accanto all’obiettivo di salvare l’impresa. La collaborazione tra commercialista e Agenzia delle Entrate può consentire di superare i 360 giorni pur di concludere con successo la composizione negoziata. Per la transazione l’Agenzia deve individuare la genesi della crisi al fine di valutare il piano di rilancio e per farlo servono dati veritieri. Per questo propone la certificazione del revisore.
Crisi d’impresa, dialogo tra fisco e commercialisti
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