Sono valide le indagini sui conti correnti di terzi riferibili al contribuente. Lo ha chiarito la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 5971 del 17 marzo 2026 che ha rigettato il ricorso di una professionista raggiunta da avvisi di accertamento per gli anni 2007-2010 basati su indagini bancarie estese ai conti della madre. Secondo i Supremi giudici, in presenza di una presunzione legale ex art. 32 Dpr 600/1973, spetta al contribuente fornire una prova analitica, operazione per operazione, idonea a dimostrare che le movimentazioni contestate non si riferiscono a operazioni imponibili. Difese generiche e prive di specificità non possono in alcun modo scalfire la ricostruzione operata dall’Ufficio. Dunque, le movimentazioni sui c/c intestate ai coniugi del contribuente possono essere legittimamente imputate all’attività professionale di quest’ultimo qualora emergano sintomi di effettiva riconducibilità. 


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