I numeri sono chiari: il taglio deciso dal Governo ai fondi del piano Transizione 5.0 significa un micro bonus pari ad appena il 12,25% dell’investimento. Naturalmente le contestazioni delle associazioni imprenditoriali non si sono fatte attendere. Ammontano a 7.417 le richieste delle imprese per un totale di 1,65 miliardi di euro di credito d’imposta. Ma la tagliola del decreto fiscale limita il calcolo ai soli investimenti in  beni strumentali escludendo tutte le spese per i sistemi di gestione energetica e per gli impianti da fonti rinnovabili. E così si scende a 1,53 miliardi. A fronte però delle risorse messe a disposizione il credito d’imposta effettivo, per ogni richiesta, è pari solo al 35% di quello spettante. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Bonus 5.0 con credito tagliato’ – pag. 27)


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