Con la sentenza n. 44/2026 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma che escludeva la particolare tenuità del fatto per la tentata estorsione non aggravata. Tale esclusione violava il principio di uguaglianza, creando una disparità rispetto alla rapina, per cui la tenuità è invece valutabile nelle forme non aggravate. La Corte ha evidenziato che estorsione e rapina sono reati simili, entrambi contro il patrimonio e caratterizzati da violenza o minaccia, con pene analoghe. Pertanto, impedire al giudice di valutare la tenuità nel caso dell’estorsione è risultato manifestamente irragionevole. La Consulta, con la sentenza n. 45/2026, ha invece ritenuto legittima la disciplina della rapina impropria, che non richiede l’impossessamento del bene per la consumazione del reato. 


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