Con l’ordinanza n. 7982 del 2026 la Corte di cassazione torna ad affrontare un tema molto dibattuto in materia di licenziamento. Nel caso analizzato una lavoratrice aveva inviato un vocale di Whatsapp nel quale criticava l’organizzazione aziendale con frasi offensive verso colleghi e superiori e, soprattutto, indicava modalità concrete per eludere i controlli. Tutte motivazioni idonee ad integrare licenziamento per giusta causa, dato che ledono gravemente gli interessi del datore di lavoro e il vincolo fiduciario. Non basta, dunque, la natura chiusa del social utilizzato se la dichiarazione è stata resa consapevolmente davanti a più soggetti e presenta un contenuto oggettivamente lesivo. 


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