Cambia ancora il Dm 225/2024. Si passa da un sistema aperto a un modello a budget chiuso. La svolta è stata resa necessaria dalla manovra 2026 che ha ridotto la dotazione del Fondo Cinema e audiovisivi e, soprattutto, ha introdotto per la prima volta un tetto massimo ai crediti d’imposta per la produzione, finora riconoscibili anche oltre i limiti di spesa con il c.d. ‘splafonamento’. Il nodo risorse ha imposto alcune scelte ha detto il sottosegretario al Mic, Lucia Borgonzoni. Le associazioni Anica, Apa e Cna Cinema e Audiovisivo hanno espresso soddisfazione per i tempi di un atto ritenuto essenziale. Ma non certo per la stretta. Il taglio delle aliquote è generalizzato. Per il cinema scende dal 40% al 30% per i produttori indipendenti e dal 30% al 20% per i non indipendenti. Per le opere televisive e il web il credito base passa dal 25% al 20%, mentre quello maggiorato cala dal 35% al 30%. Riduzioni che diventano progressive per le imprese a maggiore capacità produttiva. 


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