La professione di avvocato sta cambiando anche a causa dell’intelligenza artificiale. Dall’essere semplici strumenti di supporto i software AI stanno dando soluzioni che incidono su tempi, organizzazione e qualità dell’attività forense. Una transizione che si gioca sul piano della responsabilità e del governo dei processi. Secondo l’Ordine degli avvocati di Milano i professionisti che utilizzano l’AI sono passati dal 32,9% del 2024 al 54,5% nel 2025, con un picco tra i più giovani del 74,4%. Cresce anche la percezione positiva del suo impatto economico, dal 53,3% al 61,8%, mentre tra gli under 35 sale al 75,3%. Nel resto d’Italia i numeri sono più contenuti; l’utilizzo da parte degli avvocati italiani è al 36%. Centrali i nodi legati alla qualità delle informazioni, alla tutela dei dati e alla responsabilità professionale. 


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