Via libera della Consulta al sistema ‘a blocchi’ di rivalutazione delle pensioni: comporta scostamenti lievi, da non rendere manifestamente irragionevole la scelta del legislatore. È quanto si legge nella sentenza n. 52/2026 depositata ieri, in cui la Corte costituzionale dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Trento, in merito alle modalità di applicazione della rivalutazione negli anni 2023 e 2024, ossia con il sistema ‘a blocchi’, anziché con quello ‘a scaglioni’ (la rivalutazione è differenziata per fasce d’importo delle pensioni). La vicenda trae origine dalla richiesta fatta all’Inps di un pensionato di vecchiaia, per ricevere la ricostituzione della pensione con applicazione della perequazione dal 1°gennaio 2023 con il criterio per ‘scaglioni’ o ‘fasce’. L’Inps ha respinto la richiesta e il pensionato si è rivolto al Tribunale.
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