Nella composizione negoziata nessuna indulgenza su usi dilatori o scorciatoie liquidatorie. La bozza della circolare delle Entrate sulle novità del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, pubblicata lo scorso 15 aprile, traccia un principio destinato a pesare nella pratica: la composizione negoziale non può diventare un corridoio protetto per accompagnare l’impresa alla liquidazione, ma deve restare un cantiere di continuità, trattative credibili e recupero di valore. In questo perimetro il Fisco si ritaglia un ruolo tutt’altro che notarile: chiede documenti, presidia le misure protettive e cautelari, apre alla transazione fiscale e offre persino leve premiali, ma solo a chi arriva al tavolo con un piano serio e numeri in ordine. Nella bozza di circolare l’Agenzia non si limita a dire come si conteggia il debito fiscale, ma disegna un vero statuto dei rapporti tributari dentro la composizione negoziata. 


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