Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che attua la direttiva Ue 2024/1202 sulla tutela penale dell’ambiente che rafforza la prevenzione e la lotto contro i crimini ambientali. L’intento è quello di tutelare aria, acqua, suolo, ecosistemi, habitat, fauna e flora. Arrivano nuovi reati e sanzioni penali più dissuasive. Si aggiungono nuove aggravanti e attenuanti e debutta la strategia nazionale per la lotta contro i reati ambientali. Nasce una nuova fattispecie base di reato di inquinamento ambientale che incrimina condotte illecite ad ampio raggio che producono danno o pericolo concreto per la salute, l’ambiente e l’habitat. L’articolo 452-bis del Codice penale ora accoglie e sintetizza 27 tipologie di condotte penalmente rilevanti. Il decreto interviene anche sulla responsabilità da reato dell’ente ex Dlgs 231/2001 allargando il catalogo dei reati presupposto e intervenendo sulle sanzioni.
Crimini ambientali: tutela penale per habitat, aria, acqua, flora e fauna
questo articolo si trova a pagina 41