Si compone di 11 articoli il disegno di legge di riforma del condominio che inizia il suo iter presso la commissione Giustizia di Palazzo Madama. Il testo ridisegna anzitutto la figura dell’amministratore, obbligato a conseguire la certificazione UNI 10801:2024 se amministra edifici con bilanci superiori a 100 mila euro o con più di 50 unità immobiliari. Eliminata la possibilità per l’amministratore scelto tra i condòmini di operare in assenza dei requisiti di formazione e aggiornamento professionale. L’amministratore può essere rinnovato di anno in anno, fino a revoca o dimissioni. La norma introduce un’espressa causa di esonero da responsabilità se, pur attivandosi, l’amministratore dimostri di non aver potuto adempiere ai propri obblighi a causa della morosità dei condòmini. 


questo articolo si trova a pagina 41