La Camera ha espresso il voto di fiducia sul decreto Sicurezza il cui futuro tuttavia è incerto. Le opposizioni parlano di pasticcio e di fallimento del Governo. Il via libera definitivo sul testo è previsto per domani, ma tutto è ancora incerto. A partire dal quesito principale: riuscirà la maggioranza ad ottenere l’approvazione del Quirinale? A pesare come un macigno è l’emendamento 30 bis. Ovvero quello legato ai compensi per gli avvocati, vincolati all’esito dei rimpatri volontari dei migranti. I dubbi riguardano la questione di legittimità costituzionale. La maggioranza è ottimista e lavora ad una correzione della manovra da apportare con un altro decreto. C’è chi obietta che il capo dello Stato sarebbe chiamato a firmare un decreto che, nell’attesa seppur breve di un decreto correttivo, sarebbe in odore di incostituzionalità. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Dl Sicurezza, sì alla fiducia Al lavoro sul 30-bis, atteso un parere del Colle’ – pag. 16)
Sicurezza, fiducia tra le tensioni Domani il decreto correttivo
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