Con l’ordinanza dello scorso 21 aprile la Corte di cassazione sostiene che esiste una società di fatto occulta quando più soggetti condividono il rischio d’impresa senza apparire all’esterno. Non conta solo chi esercita formalmente l’attività, ma anche chi contribuisce con garanzie beni o finanziamenti. Tali conferimenti creano un fondo comune, indice di un vero rapporto societario nascosto. Nel caso esaminato, familiari dell’imprenditore hanno prestato fideiussioni, pagato debiti e messo a disposizione un immobile. Queste condotte dimostrano un coinvolgimento stabile e l’assunzione del rischio d’impresa, oltre che i semplici rapporti familiari. Di conseguenza, la liquidazione giudiziale dell’imprenditore è stata estesa anche ai soci occulti. 


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