Sul decreto Sicurezza sembra raggiunta l’intesa con il Colle. Quasi simultaneamente saranno approvati due decreti, ovvero il decreto Sicurezza che diventerà legge e, in Consiglio dei ministri, il decreto correttivo che interviene sulle criticità sollevate dal Quirinale. Tre le modifiche all’emendamento 30 bis. Sparisce la frase ‘all’esito della partenza dello straniero’: il compenso di 615 euro sarà erogato all’avvocato anche nel caso in cui non si concluda il rimpatrio. Cancellata anche la frase sull’erogazione del denaro ‘da parte del Consiglio Nazionale Forense’. Quanto alle parole ‘rappresentanti legali’, non sarà più un riferimento agli avvocati. Ma a ‘tutor’ che seguiranno la pratica del migrante. Un decreto ministeriale successivo individuerà chi ne farà parte: oltre agli avvocati potranno essere mediatori culturali, associazioni e Ong. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Dl Sicurezza, Mantovano: ‘Ci sono le coperture’ Opposizioni in trincea’ – pag. 12)
Sicurezza, il giorno del decreto Sprint finale alla Camera E il governo vara già i correttivi
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