La Cassazione, con la sentenza n. 10970 depositata lo scorso 23 marzo si sofferma sul perimetro di riduzione dei diritti personali. Il danno per l’ingiusta detenzione si configura anche nell’ipotesi in cui l’indagato assoggettato a misura cautelare detentiva sia stato scarcerato con ritardo. Il caso analizzato dai giudici di piazza Cavour trae origine dall’applicazione a carico di un indagato per il reato di bancarotta fraudolenta della misura della custodia cautelare in carcere. Per la Corte configura danno risarcibile anche la scarcerazione tardiva. 


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