Sull’obbligatorietà dell’azione penale la Corte costituzionale interviene per apportare modifiche significative. Da un generale favore per l’esercizio dell’azione, cui il pm doveva orientarsi nei casi dubbi e controversi, si passa a una soluzione più equilibrata, nella quale ‘il pubblico ministero ha il dovere di svolgere in ogni singolo caso indagini accurate, che gli consentano di valutare se l’originaria notitia criminis sia effettivamente sorretta, quantomeno allo stato degli atti, da evidenze di tale consistenza e coerenza da rendere ragionevolmente prevedibile la condanna in giudizio dell’imputato, allo standard probatorio dell’oltre ogni ragionevole dubbio’. Con la sentenza n. 58, depositata ieri, la Consulta ha chiarito che la nuova udienza predibattimentale non infrange i principi di eguaglianza, di obbligatorietà dell’azione penale e di ragionevole durata del processo, quando non attribuisce al giudice il potere di assumere prove delle quali è evidente la portata decisiva per una sentenza di non luogo a procedere. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Nuova udienza predibattimentale Secondo la Consulta è legittima’ – pag. 23)


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