L’Agenzia delle Entrate sta inviando richieste di informazioni relative ad attività finanziarie estere gestite tramite fiduciarie italiane. Queste richieste derivano da scambio internazionale di informazioni e monitoraggio dei trasferimenti esteri, spesso duplicati. Le duplicazioni sono causate da più intermediari coinvolti e da incertezze interpretative delle norme. Il rischio di pesanti sanzioni spinge a segnalazioni abbondanti e ripetute. Al contribuente viene chiesto di chiarire origine, natura e obblighi dichiarativi delle attività estere. Manca, tuttavia, un incrocio efficace tra le banche dati disponibili, causando controlli inutili e spreco di risorse.
Attività finanziarie all’estero, scatta l’allarme ‘falsi positivi’
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