La novità centrale del decreto Lavoro è rappresentata dal ‘salario giusto’ che è la risposta del centrodestra al salario minimo delle opposizioni. Si tratta di un cambio di prospettiva perché salva il modello italiano basato sulla contrattazione di qualità, in quanto distribuisce le premialità da quasi un miliardo di euro soltanto a chi assume donne, under 35 e lavoratori in area Zes garantendo loro il trattamento economico complessivo ancorato ai contratti leader. Stop ai contributi pubblici a coloro che sottoscrivono contratti pirata e sottopagano i lavoratori. Sul fronte dei conti pubblici la premier dice che resterà sul tavolo la richiesta di una sospensione generalizzata del Patto di Stabilità ma di fronte ai tanti no la strada più realistica è quella di agganciarsi alla flessibilità dello 0,15% del Pil già indicato dal Parlamento. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Incentivi solo col salario giusto’ – pag. 3)


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