La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 9937 dello scorso 17 aprile, precisa che la responsabilità non passa automaticamente a chi subentra. Diventare presidente di un ente sportivo non significa solo aprire il cassetto della corrispondenza futura, ma prendere in mano anche la memoria fiscale dell’associazione. La memoria, però, non si trasforma automaticamente in colpa personale. Il caso riguarda un’associazione sportiva dilettantistica che aveva omesso la dichiarazione relativa al 2007, pur avendo emesso 5 fatture per sponsorizzazioni. L’Agenzia delle Entrate, sulla base di un pvc del 2012, emetteva avviso di accertamento ai fini Iva e Irap e lo notificava al presidente in carica al momento della verifica e della notifica. Quel presidente, però, non era il legale rappresentante dell’ente nell’anno d’imposta accertato. Dall’ordinanza emerge che il nuovo presidente non può limitarsi ad opporre al fisco la propria estraneità alla gestione precedente ma deve dimostrare di aver fatto ciò che compete a chi assume la rappresentanza dell’ente.
Asd, il buco fiscale non si eredita
questo articolo si trova a pagina 8