Prende forma definitiva il decreto attuativo del nuovo piano Transizione 5.0 che agevola con l’iperammortamento investimenti effettuati tra il 1°gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Due le novità: salta l’estensione ai software con abbonamento e un nuovo obbligo di comunicazione a carico delle imprese, per controllare il flusso di spesa. Per il via libera alle prenotazioni si dovrà attendere la prima decade di giugno. Rispetto alla tabella di marcia si viaggia con molto ritardo. Molte imprese sono state costrette a bloccare gli investimenti. Mef e Mimit si sono confrontate sul decreto e il lavoro è stato complesso. Rispetto alla bozza iniziale, le ultime modifiche hanno peggiorato il provvedimento secondo le imprese che hanno considerato l’esclusione tra i beni agevolabili delle soluzioni software in cloud una limitazione molto rigida, anche alla luce del fatto che i sistemi as-a-service erogati tramite cloud oggi rappresentano la modalità prevalente con cui le imprese adottano software e servizi digitali.
Transizione 5.0, stop al cloud e cinque comunicazioni
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