I magistrati minorili lanciano l’allarme sulle nuove norme in materia di immigrazione. Criticata la riduzione del ‘prosieguo amministrativo’ da 21 a 19 anni per i minori non accompagnati. Questa misura finora garantiva continuità nei percorsi di integrazione dopo la maggiore età. Le motivazioni economiche non risultano giustificate dai dati, che mostrano più uscite che ingressi dal sistema. La Cassazione ha ribadito l’importanza di evitare interruzioni brusche del sostegno ai giovani. Secondo l’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia (Aimmf), la modifica aumenterebbe vulnerabilità e rischi di sfruttamento, con possibili effetti criminogeni.


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