Molti colossi del web hanno venduto in Europa tramite sedi in Irlanda e Lussemburgo, spostando gran parte dei profitti verso Paesi a bassa tassazione. Dopo le contestazioni fiscali di vari Stati europei, molte aziende hanno creato filiali nei Paesi dove avvengono le vendite finali. L’Ocse ha accantonato la riforma più ampia del Pillar One e introdotto l’Amount B, che assegna ai Paesi di vendita solo una quota limitata dei profitti. Resta quindi aperto il problema di dove tassare gli enormi extraprofitti dei giganti del web: in Europa o negli Stati Uniti. Le multinazionali Usa avevano trasferito asset immateriali alle controllate europee usando valutazioni basate su utili futuri spesso sottostimati. Ora il Fisco Usa può ricalcolare retroattivamente quei valori in base ai profitti effettivamente realizzati. Questo nuovo orientamento ha portato a maxi-accertamenti contro Microsoft e Meta.


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