In commissione Giustizia di Palazzo Madama il vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati, Stefano Celli ha espresso tutte le proprie preoccupazioni per l’ennesimo intervento sull’istituto della prescrizione. Centrale è il coordinamento con l’attuale disciplina approvata nella passata legislatura. Celli ha chiesto al legislatore di provare ad immaginare un sistema che renda l’impatto di questa riforma, se approvata, meno immediato e più graduale, così da dar modo alle Corti di appello e di Cassazione di riorganizzare il ruolo. L’aspetto principale della riforma è la previsione di una sospensione della prescrizione per 24 mesi dopo la sentenza di condanna in primo grado e per 12 mesi dopo la conferma in appello. Se la sentenza di impugnazione non interviene in questi tempi, la prescrizione riprende il suo corso e si calcola anche il precedente periodo di sospensione. 


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