Spetta al whistleblower scegliere tra la segnalazione scritta o orale. Ad evidenziarlo è Assonime nel ‘Vademecum operativo al whistleblowing alla luce delle recenti Linee guida Anac’ dello scorso 20 aprile. Il documento ricorda che il decreto legislativo n. 24/2023 impone agli enti di istituire dei canali di segnalazione interni che prevedano entrambe le modalità, dando al segnalante la possibilità di scegliere. Quanto all’adeguamento dei Modelli organizzativi 231, il Vademecum evidenzia la raccomandazione di Anac di adottare un unico canale idoneo a ricevere tutte le segnalazioni del decreto whistleblowing, incluse quelle di condotte illecite rilevanti ai sensi del Dlgs 231/2001, evitando confusione e duplicazioni. 


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