Si estende il perimetro dei reati interessati, si apre alla semiresidenzialità, si ammette la fruizione reiterata. Il Governo modifica il Ddl sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti, in discussione al Senato in commissione Giustizia, e incontra un sostanziale favore dalle opposizioni. L’obiettivo è quello di rafforzare un circuito alternativo al carcere centrato su strutture residenziali di comunità per favorire le prospettive di recupero di una categoria di condannati diffusa e particolarmente problematica. Al 31 dicembre 2024, si contavano oltre 19.755 detenuti con tossicodipendenza, ai quali si aggiungevano circa 6.300 alcoldipendenti. L’emendamento prevede di estendere il limite massimo di 8 anni di pena da scontare, per l’accesso al sistema di comunità, anche ai casi di rapina aggravata ed estorsione aggravata, reati esclusi nella versione originaria del provvedimento.
Detenuti con dipendenze: più alternative al carcere
questo articolo si trova a pagina 36