Il Tribunale di Trento, con la sentenza n. 53 del 27 aprile 2026, ha sostenuto che il sindacato può agire direttamente in giudizio contro annunci di lavoro e dichiarazioni pubbliche discriminatorie, anche quando non esiste una vittima individuata nominativamente. Il Tribunale ha riconosciuto la legittimazione della Cgil del Trentino di agire contro alcune dichiarazioni ritenute discriminatorie rese da uno chef stellato sui social media. Nel luglio 2025 lo chef aveva scritto su Facebook un annuncio in cui selezionava personale per un hotel in Trentino precisando: ‘Sono esclusi comunisti/fancazzisti’, oltre a fare riferimento a ‘persone con problematiche… di orientamento sessuale’.
Annunci discriminatori di offerte lavoro, i sindacati possono fare causa
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