Decreto legge fiscale. Le entrate che gli enti locali hanno affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione potranno salire sul treno della rottamazione quinquies, a patto che il Comune riesca a pubblicare la delibera di adesione entro il 30 giugno. I crediti che i Comuni riscuotono invece in proprio o tramite i concessionari privati potranno essere oggetto delle sanatorie ‘autonome’, che le amministrazioni possono disciplinare in proprio. Il panorama delle sanatorie fiscali italiane è complesso, perché sono diversi tempi, regole, sconti e opzioni. Il decreto fiscale contiene l’estensione della rottamazione 5 a Imu, Tari, multe e tariffe locali gestite dall’Agenzia ma non ha raccolto le ipotesi tentate per estendere a queste voci le ‘rottamazioni autonome’. Quindi: i ruoli targati Ader potranno essere rottamati con le regole nazionali, gli altri con le discipline locali. Le differenze non sono poche. (Ved. anche Italia Oggi: Rottamazione 5 per i comuni’ – pag. 24)
Imu, Tari e multe nel labirinto delle doppie sanatorie locali
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