Nel position paper dello scorso 7 maggio Assonime avverte che il principio di derivazione del reddito d’impresa dal bilancio civilistico si sta indebolendo per effetto delle recenti norme fiscali. La riforma delegata del 2023 puntava a semplificare e avvicinare valori contabili e fiscali, riducendo i ‘doppi binari’, costosi e fonte di contenzioso. Tuttavia, interventi recenti (Dlgs 192/2024 e legge di Bilancio 2026) hanno introdotto nuove eccezioni e meccanismi fiscali scollegati dal bilancio, complicando il sistema. Criticità emergono su commesse, svalutazioni, errori contabili, titoli obbligazionari, azioni proprie e settore finanziario. Secondo Assonime, il rischio è un sistema meno coerente, più  oneroso per imprese e Fisco e meno aderente alla reale capacità economica. Le deroghe al bilancio dovrebbero rimanere limitate, orientate a prevenire abusi, non a moltiplicare complessità. 


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