Occorre la prova di un possesso esclusivo per l’acquisto in usucapione, non basta l’utilizzo. A chiarirlo è la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 7082 del 24 marzo 2026. L’uso di un bene in comproprietà, soprattutto in ambito familiare, non è sufficiente ad integrare il possesso uti dominus, necessario per l’acquisto per usucapione della proprietà esclusiva. Serve, dunque, la prova di un possesso esclusivo, manifestato mediante un’opposizione chiara al compossesso degli altri coeredi. La controversia trae origine da una domanda di divisione ereditaria proposta da alcuni coeredi nei confronti di un fratello, il quale occupava da tempo due immobili facenti parte dell’asse ereditario dei genitori. Gli attori hanno chiesto il rilascio dei beni e il pagamento dell’indennità di occupazione. Il convenuto si è opposto sostenendo di aver acquisito la proprietà per usucapione. Di diverso avviso la Cassazione. 


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